Cos'è Prolixe
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Questa è una antologìa di eventi, aggiornata e aperta alla consultazione e all'approfondimento, di manifestazioni scelte di varia natura, svoltesi o in corso di svolgimento. Nell'antologìa sono pubblicate in modo discontinuo le ricerche che effettuiamo. I visitatori inoltre, se credono, possono a loro discrezione decidere di inviarci una ricerca di loro interesse qualora desiderino che venga pubblicata a loro nome. L'autore può essere una persona, un ente, un'associazione, una scuola ecc. Prolixe è consultabile liberamente e gratuitamente. Le foto presenti vengono scattate dai ricercatori del progetto, ci vengono inviate e vengono inserite a scopo illustrativo. Se ti interessa collabora con noi. Vedi il Progetto
Ai primordi della civiltà o per dirla ancora meglio quando eravamo ancora infilati dentro le caverne la birra e il vino sono state bevande compagne di festa e d'avventura d’una vita, consumate quotidianamente, da tutti, grandi e piccini. La birra forse la più antica di tutte. Del vino se ne parla nella Bibbia ma anche 4000 anni prima lo conoscevano nel Medioriente e cioè in particolare gli Egiziani. Resta una verità oramai accertata da tempo che sia la birra che il succo dell’uva erano alimenti essenziali al ciclo della vita con lo stessa importanza del pane. Inoltre l’uso del vino avveniva anche in campo sanitario. Era un medicamento conosciuto sia da Ippocrate che da Galeno. Tuttavìa altrettanto conosciuto era anche il suo effetto stupefacente. Con questo profilo lo conoscevano bene gli adoratori di Dioniso(il dio Bacco romano)che lo celebravano durante i Baccanali. Difatti durante le pestilenze medioevali venne usato per lenire il dolore provocato dalle piaghe dando alle vittime di questa tremenda epidemìa una sensazione di euforìa e stordimento. Il consumo di bevande alcoliche come ad esempio il popolarissimo vino non conobbe vistose variazioni di consumo fino al 1400-1500. La Riforma luterana vedeva nel vino un regalo del Signore, per la religione cattolica il vino è il sangue di Dio anche se è l’Inghilterra a essere critica sull’uso delle bevande alcoliche formando veri e propri movimenti antialcolici. Anche nel secolo dei lumi si hanno notizie di posizioni abolizioniste sulla libera circolazione delle bevande alcoliche. Nel 1600 l’occidente scoprì che era possibile bollire l’acqua e snidare da lei i batteri che ne hanno impedito il consumo per secoli. Nonostante l’avvenimento fino al 1800 cioè fino alla Rivoluzione industriale, vera e propria l’alcool continua ad essere padrone incontrastato della tavola e padrone delle sbornie che venivano controllate dalle autorità di pubblica sicurezza. Dove c’è festa, c’è sbornia e la cultura europea per tradizione religiosa accomodante verso l’alcool ha continuato a veder feste con ubriacature e comi etilici a bizzeffe. Nei rave-party, nelle grandi discoteche la coppiata ecstasy-alcool non è una novità. La produzione industriale portò anche un altro fenomeno e cioè la crescita vertiginosa del mercato dei liquori con tutto quello che ne seguì, manodopera a basso costo, gioia delle grandi aziende e benefit in forma di sbronze concesse sottobanco. I sistemi di depurazione dell’acqua e il suo confezionamento e la distribuzione pubblica dell’acqua demolirono il mercato della sbronza relegandolo in numeri di nicchia anche se provvedimenti contro il consumo dell’alcool clamorosi come il Proibizionismo americano(1919-1933) ci danno un’idea di cosa significasse ancora per l’uomo la dimensione delle bevande stupefacenti. L’alcool è comunque una bevanda con gradi di tossicità differenti e va detto e gli effetti se consumato in quantità eccessive sono pari agli effetti del consumo delle droghe come l’oppio o la coca. Il vino ha una grande tradizione di antidolorifico in campo medico e dentistico di non poco conto e come tutte le droghe crea dipendenza. Fu nella seconda metà dell’800 che venne messo per iscritto attraverso studi intorno ai problemi di dipendenza da alcool e ai problemi provocati dall'abuso industriale del processo di distillazione. Finché l’acqua non fu potabilizzata tutte le civiltà mondiali l’hanno ghettizzata tranne forse la letteratura che parlò sempre di purezza dell’acqua di montagna.
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