Cos'è Prolixe
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Questa è una antologìa di eventi, aggiornata e aperta alla consultazione e all'approfondimento, di manifestazioni scelte di varia natura, svoltesi o in corso di svolgimento. Nell'antologìa sono pubblicate in modo discontinuo le ricerche che effettuiamo. I visitatori inoltre, se credono, possono a loro discrezione decidere di inviarci una ricerca di loro interesse qualora desiderino che venga pubblicata a loro nome. L'autore può essere una persona, un ente, un'associazione, una scuola ecc. Prolixe è consultabile liberamente e gratuitamente. Le foto presenti vengono scattate dai ricercatori del progetto, ci vengono inviate e vengono inserite a scopo illustrativo. Se ti interessa collabora con noi. Vedi il Progetto
La prima conquista che fece storia della pubblicità fu l'invenzione della stampa a metà del XV secolo con Johann Gutenberg utilizzata non per stampar Bibbie ma un calendario delle festività nel 1477 per volere di William Caxton, tipografo inglese, il cui obbiettivo era reclamizzarlo. Si sa che per la stampa venivano utilizzate matrici che si imprimevano sulla carta e a Garamond nel 1545 va l'invenzioni dei nuovi caratteri che ancora oggi portano il suo nome. A Parigi nel XVII secolo un giornale pubblicò il primo annuncio pubblicitario che fu di uno studio medico perché in questo secolo vediamo correlata all'avventura pubblicitaria anche la nascita dei primi quotidiani, primo veicolo di massa della pubblicità come come la Gazzetta di Mantova e Parma nate nella prima metà del '600. A Parigi dal 1630 inizia l'avventura degli annunci pubblicitari a pagamento simile al Mercurius Politicus inglese del 1650. Nel 1800 vi fu l'invenzione di un'altro importantissimo veicolo pubblicitario, il manifesto relativamente al quale menzioniamo Toulouse-Lautrec uno fra i primi a scoprirne le doti di strumento. Ma per parlare di vera e propria pubblicità bisogna attendere l'avvento della produzione in serie e della nascita di un numero sempre più alto di aziende e cioè della Rivoluzione Industriale. Le prime aziende protagoniste della pubblicazione pubblicitaria furono certamente industrie a carattere agricolo e di seminagione come anche le case editrici ma il grosso volume di vendita di spazi era dovuto senza dubbio all'industria farmaceutica e comunque non si dimentichi che il 1800 è stato il secolo della pubblicità anche grazie alle scoperte scientifiche e in questo senso la pubblicità è sua figlia magari figliastra ma non è possibile scindere l'interesse verso la pubblicità se non si parla delle invenzioni del Positivismo e quindi dell'industria che tra l'altro diede impulso alla scoperta del packaging, lo studio del confezionamento e l'uso del marchio sul confezionamento come accadde per le saponette non più vendute a peso. In Italia nacque nel 1863 la Manzoni un'azienda che si occupava di raccogliere nserzioni pubblicitarie per i giornali. Un annuncio non veniva più strillato ma pubblicizzato nei giornali o con lo strillone ridotto a uomo-sandwich e gli spot entravano a far capolino anche all'interno delle sale cinematografiche basti ricordare il primo spot dei Fratelli Lumière nel 1904 durante la proizione di un film. Era una nuova branca di studio oltre che di lavoro e lo testimonia la coscienza del suo ruolo espressa nei primi saggi e studi su di essa dal 1907 in poi fino al primo vero studio del 1925 di Daniel Stach. Dalla 1a Guerra Mondiale la pubblicità si professionalizza e diventa indotto vero e proprio e negli anni '30 a rincalzo delle campagne pubblicitarie entra uno dei primi mass-media: la radio di Marconi e la crisi del '29 è l'anno dell'apoteosi dell'industria pubblicitaria nella quale molti avevano visto una possibile sponda per far riprendere le vendite degli immobili. la Seconda Guerra Mondiale apre una pausa terminata nei primi anni '50 quando in America parte il primo spot televisivo e in Italia nel 1945 nasce l'Associazione Italiana Tecnici Pubblicitari e dello stesso periodo il famoso Premio Palma d'Oro della pubblicità. In un primo tempo nel dopoguerra italiano imperversa la pubblicità degli Stati Alleati che intendono far entrare l'Italia nell'orbita del loro mercato commerciale e ideologico non avendo il nostro paese strutture pubbliche e aziendali ancora in grado di opporre alcuna concorrenza e nel 1954 nasce uno dei più grandi veicoli pubblicitari in Italia:la televisione ovvero la RAI perché la televisione era la RAI e di lì a poco il famoso programma ventennale pubblicitario "Carosello" che tenne compagnìa agli italiani fino al 1977. Esso consisteva in uno spazio televisivo per 5 spot della durata di 2 minuti l'uno con relativo "codino". ricordiamo alcuni "figli" della televisione di quel periodo come Topo Gigio, il signor Bialetti ecc. La profonda influenza sul costume e sulla storia degli italiani della televisione è testimoniato anche dalla nascita nel 1966 del codice di autodisciplina pubblicitaria anche dovuto non solo all'influenza di questo mass media ma anche al Boon Economico che fu anche boom industriale che spese una notevole massa monetaria in pubblicità. Alla fine degli anni '60 e all'inizo dei '70 la pubblicità si trasforma sulla spinta dei movimenti politici che la accusavano di essere serva del consumismo sfrenato e di mettere sul lastrico numerose famiglie per averle indotte ad affrontare spese superflue o fuori dalla loro portata. In questo contesto culturale nacque Pubblicità Progresso nel 1971 prima come associazione poi come fondazione dal 2005 che sino ad oggi ha effettuato 36 campagne sociali con tematiche sempre nuove. Negli anni '70 i movimenti politici alternativi e la rigidità del sistema televisivo pubblico che non era a livello economico alla portata di tutte le aziende portò alla nascite delle tv private come quella che venne fondata da un'imprenditore milanese Silvio Berlusconi. Il Carosello ricordiamolo era anche stato un tentativo di raggirare una legge dello stato che aveva i suoi limiti. Le piccole aziende infatti iniziarono ad investire di più nella tv privata perché essa era più alla loro portata. Gli anni che seguirono cioè il decennio degli '80 fu anche il decennio d'oro della pubblicità per aziende ed agenzìe. Dalla fine degli anni '80 inizia una lenta parabola discendente per la pubblicità dovuta essenzialmente all'invenzione del computer che sposta l'attenzione dalla TV al computer stesso, dall'invenzione del telecomando negli anni '90 grazie al quale raggiriamo le pubblicità,alla saturazione del mercato e infine alla crisi economica che ha ridimensionato fortemente le spese impiegate in passato nella pubblicità.C'è da sottolineare comunque che oramai le aziende puntano direttamente alla promozione piuttosto che alla pubblicità A testimoniare il nuovo clima di competizione fra televisione pubblica e privata poi nacque l'AUDITEL l'ente garante dell'ascolto figlio della regolamentazione di quella competizione.
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