Evento suggerito da Prolixe
I Saturnali oltre ad essere il titolo di un’opera di Macrobio erano antiche festività romane in onore di Saturno, la cui radice latina si riferisce alla seminagione, l’Italia agricola chiamata “Saturnia tellus”. Questa cicliche ricorrenze, a cui vennero aggiunti nel tempo giorni di celebrazione in piu’, venivano solennizzate dal17 al 24 di dicembre il decimo mese del calendario prima di Numa, mese consacrato al dio Saturno scacciato da suo figlio Giove e poi accolto dal divino Giano nel Lazio. L’evento astronomico del solstizio invernale era simbolo arcaico di rinascita perché Saturno avrebbe trasmesso per primo all’uomo la sapienza agricola e perché la scomparsa del dio contribuì e consolidò la credenza secondo la quale il dio avrebbe fatto ritorno sotto le sembianze di un bimbo, il mito rappresentato dal ritorno del sole e della luce, praticamente la festa del Sol Invictus, il Natale odierno col suo presepio. Bisogna sottolineare a proposito di presepio che i Saturnali prima della religione cristiana erano una delle ricorrenze più importanti; i Saturnali erano importanti perché rappresentavano le radici della cività romana stessa dacché il culto al dio Saturno era coltivato sin dai tempi di Enea quando sbarcò dal Mediterraneo ma anche perché rappresentavano un momento di transizione, di rivolgimento. La civiltà romana credeva che la vita si svolgesse secondo cicli di decadenza; dopo essere stata creata pefetta ed armoniosa, attraverso diverse fasi diventava sempre piu’ imperfetta rispetto alla condizione iniziale primordiale. Ecco perché tutti aspettavano il ritorno dell’età dell’Oro di Saturno. In quei giorni infatti di aspettazione di cambiamento i padroni non avevano alcun potere sugli schiavi ed era permesso giocare, ma solo in questo periodo.
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