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L’ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE
L’anniversario della Rivoluzione di Ottobre è oggi chiamato Giorno della Conciliazione Nazionale o Festa della Unità Nazionale a partire dal 1998 sotto Boris Eltsin e non rievoca più la Rivoluzione ma la Festa Nazionale è stata spostata il 4 novembre 2005 da Vladimir Putin la cui presidenza decise di abolire la storica ricorrenza sovietica spostandola al 4 novembre per celebrare l'anniversario della Vittoria nel 1612 sui polacchi che avevano invaso la Russia. Prima veniva festeggiato l'anniversario della Rivoluzione con l'imponente parata militare sulla Piazza Rossa davanti al Cremlino e davanti al Mausoleo di Lenin che poteva durare anche 3 o 4 giorni consecutivi, festività che con la vittoria contro l'invasione della Germania nazista si è nutrita anche di sentimentalità patriottica, un profilo che era estraneo alla celebrazione rivoluzionaria prima della seconda guerra mondiale per motivi eminentemente legati all'ideologìa sicuramente di cui era espressione. In ogni caso dal 2005 ogni 7 novembre si svolgono celebrazioni non ufficiali della ricorrenza sostenute sopratutto dalla presenza di aderenti al ricostituito Partito Comunista.
LA STORIA DI UN GIORNO E DI UNA NOTTE
AD UN PASSO DALLA RIVOLUZIONE
La Russia nel 1917 stava dilapidando un mare di risorse anche in termini di vita umana da tre anni nell’affrontare la Prima Guerra Mondiale come previsto dal Patto della Triplice Intesa. La capitale Pietrogrado viveva continuamente minacciata e sotto lo spettro dall’avanzata delle truppe tedesche. A rendere ancor più drammatica la situazione fu il durissimo inverno. Le istituzioni si erano trasferite a Mosca e la famiglia reale pure, lontano da Pietroburgo dal 22 di febbraio di quell’anno, allontanandosi simbolicamente ancor più dai problemi reali che il Paese stava affrontando per andare a rifugiarsi al sicuro presso Mogilev. Il 12 ottobre 1917 venne ospitato il Comitato Militare della Rivoluzione presso l’istituto Smolnyi a Pietroburgo sede del partito bolscevico, l'ex-collegio per le ragazze figlie dei nobili. All’alba del giorno 24 giunsero un operaio e un’operaia responsabili della stamperia del partito bolscevico con la notizia che il governo aveva proibito la stampa dell’organo centrale del partito e del nuovo giornale del Soviet. Il Comitato Militare accolse i due giornali sotto la sua protezione e affidò alle squadre d’assalto di Volynia l’onere di difendere il regime al potere. Lenin, camuffato si recò all’istituto per organizzare la spallata finale. Il 24 ottobre 1917 i bolscevichi cominciarono ad avanzare occupando i punti nevralgici di Pietroburgo senza incontrare alcuna resistenza. La centrale telefonica fu occupata dagli allievi ufficiali e sotto la loro protezione. Marinai e guardie rosse s’impossessarono e presero controllo del telegrafo, della posta e degli altri servizi pubblici. Vennero previste azioni allargate anche ad altri enti ed organismi amministrativi di Stato quali ad esempio la Banca di Stato.
ACCERCHIAMENTO E ASSALTO AL PALAZZO D’INVERNO ( L'ODIERNO ERMITAGE )
Il governo, isolato nel Palazzo d’inverno, e difeso da pochi soldati resistette fino a tarda notte del 25 ottobre (7 novembre per il calendario occidentale). Una notte in fermento fu quella che trascorse tra il 24 e il 25 di ottobre 1917.. Nonostante la retorica ufficiale, il palazzo non fu mai preso d’assalto dalle truppe rivoluzionarie. Fu invaso certamente ma dalla folla, quando gli ultimi soldati, stanchi, se ne andarono. Al Soviet arrivavano notizie secondo cui il Governo faceva appello a truppe esterne. Il Governo provvisorio mobilitò le forze rimaste fedeli: gli allievi ufficiali delle scuole, tre reggimenti di cosacchi e qualche altro reparto tra cui il Battaglione femminile della signora Botchareva per difendere il Palazzo. Kerenskij fuggì in tempo dal palazzo d’Inverno, in cerca di rinforzi al fronte. Gli insorti infatti accerchiarono l’edificio ed intimarono al governo di arrendersi entro mezz’ora, in caso contrario le navi da guerra avrebbero aperto il fuoco dei loro cannoni. Tutte le comunicazione erano stabilite telefonicamente, in linguaggio chiaro e dunque erano sicuramente ascoltate dagli agenti del governo, riunito permanentemente presso il Palazzo d’inverno oramai privo della chiarezza d’idee sul da farsi. All’una del pomeriggio Trotskij poté annunciare gioia che il governo di transizione sorto all’indomani della rivoluzione di febbraio non esisteva più e che in attesa della decisione del secondo congresso panrusso dei soviet il potere passava nelle mani del comitato militare rivoluzionario. Durante la giornata del 25 ottobre l’ultimatum lanciato non ebbe risposta e due ore dopo, l’incrociatore torpediniera Aurora alle ore 21,40 segnalò l'attacco al Palazzo d'inverno sparando un colpo a salve che provocò una sparatoria tra le due parti. Il Battaglione femminile, dopo aver tentato una sortita, fu catturato dagli insorti. All’alba del 26 ottobre (8 novembre) la folla e gli insorti penetrarono nel palazzo e in poco tempo disarmarono gli ufficiali tutti i ministri furono arrestati e trasferiti sulla fortezza di Pietro e Paolo. Il potere è nelle mani dei soviet, la difesa del palazzo d’Inverno cede e abbandona per il mancato arrivo delle truppe lealiste invocate da Kerenskij.
FALLIMENTO DELL’ESPORTAZIONE DELLA RIVOLUZIONE IN EUROPA
La rivoluzione ebbe inizio il 25 ottobre 1917 e come LENIN aveva previsto, incontrò scarsissima opposizione. Lenin prese il potere convinto dell'imminente scoppio della rivoluzione a livello europeo, il che non avvenne mai, ma in occidente il suo governo non venne visto come duraturo, fu giudicato di passaggio, ma anche questa fu un'illusione. La sera dello stesso giorno, 25 ottobre, Lenin poté annunciare la presa del potere al Secondo Congresso dei Soviet, di cui fino a quel momento si era cercato di rallentare i lavori. A Pietrogrado la vittoria era completa.
IL GIORNO DOPO LA RIVOLUZIONE
Furono approvati assai celermente i primi decreti con i quali veniva abolita la pena di morte, si aveva in mente di riorganizzare la rielezione di tutti i soviet nell’esercito ecc. Ma quasi immediatamente il soviet si trovò ostacolato dal boicottaggio degli impiegati. Allo stesso tempo tutta la stampa borghese scatenò una campagna contro i bolscevichi. Nella serata del 26 ottobre venne riunito il Congresso di tutti i soviet. Lenin presentò due bozze di decreti. Uno riguardante la resa della Russia e il conseguente trattato di pace e l’altro sulla divisione del latifondo. Dopo una breve discussione vennero approvati all’unanimità. Infine fu costituito il Soviet dei Commissari del popolo. Ora il nuovo governo controllava i due centri principali, anche se la diffusione della rivoluzione negli altri territori, in gran parte contadini, avrebbe richiesto un tempo molto più lungo. La Rivoluzione del 1917 segna il passaggio da un regime, quello zarista, ad un altro di stampo ideologico, quello sovietico; si trattò di un cambiamento con conseguenze “negative” anche nel campo del folclore. Con la presa del potere da parte dei bolscevichi infatti, nessuna festa né religiosa né pagana viene tollerata, poiché tutto ormai è visto in prospettiva atea e materialistica e quindi le superstizioni pagane e il cristianesimo vengono considerati come inganni della mente. Per tanti anni l’Urss venne quindi privata delle sue feste tradizionali.
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