Evento suggerito da Prolixe
INVIATA DA
Francesca Tasini, insegnante di scuola per l'infanzia, Pesaro
Il tema dei colori è uno di quelli che principalmente si ha modo di incontrare nella scuola dell’ infanzia. Infatti attraverso racconti e conseguenti giochi stimolo, si cerca non solo di far apprendere i colori primari, ma anche quelli secondari. Questa prassi non nasce sempre dalla reale esigenza dei bambini, in quanto la maggior parte di loro già all’età di tre anni possiede buone conoscenze ma, in maniera indiretta, dalle indicazioni curricolari. Nel paragrafo 6 intitolato “Espressione grafico-pittorica e plastica” degli Orientamenti delle attività educative del ministro dell’ istruzione M. Fellari Aggradi emanato con DPR n° 647 del 10/09/1969, si dice come “La pittura con le dita e il maneggiare la creta, rispondono all’ esigenza sensoriale di pasticciare con i colori, mentre lo sporcarsi le mani consente ai bambini di divenir più disinvolti”. Già il primo testo di introduzione della scuola dell’ infanzia, che all’epoca vedeva le sue prime sperimentazioni, parla dell’ importanza dell’elemento cromatico e di come attraverso la manipolazione, si possano raggiungere conoscenze e competenze. Il ministro R.Misasi con gli Orientamenti del 91, editi con il Decreto Ministeriale del 3/6/91 sottolinea come “verso i 6 anni il bimbo deve saper ordinare più oggetti per grandezza, lunghezza e altezza, di classificarli per forma e colore,…” Nell’ importante documento del 91, che apre uno squarcio nel pressapochismo in cui navigava la scuola dell’ infanzia, si iniziano a porre quelle che saranno anche in seguito, le basi di una vera e proprio programmazione, dove nulla è lasciato al caso, ma ben ponderato e calibrato in base allo sviluppo cognitivo degli alunni. Negli Orientamenti del ministro Moratti invece si parla dell’ importanze delle esperienze e nel capitolo intitolato “Esplorare, conoscere e progettare” si sottolinea l’importanza di “ …contare oggetti, immagini, persone; aggiungere, togliere, e valutare la quantità; ordinare e raggruppare per colore, forma, grandezza ecc.” Il successivo documento redatto dal ministro Fioroni nel settembre 2007, si presenta ben articolato ed esaustivo, e prende in esame l’aspetto legato alla conoscenza dei colori. In dettaglio “Le indicazioni per il curricolo per la scuola dell’ infanzia e per il primo ciclo d’ istruzione” dicono che … “I bambini sono portati a esprimere con immaginazione e creatività le loro emozioni e i loro pensieri: l’arte orienta questa propensione, educa al sentimento estetico e al piacere del bello….. I bambini possono esprimersi in linguaggi differenti: con la voce, il gesto, la drammatizzazione, i suoni, la musica, la manipolazione e la trasformazione dei materiali più diversi, le esperienze grafico pittoriche, i mass-media, ecc.” Possiamo dire che è con questa pubblicazione, che si cerca di dare risalto alle metodologie plurime, ovvero diversificate, ovvero personalizzate perché del tutto personale è il modo di apprendere di ognuno. Altro riferimento legislativo degno di nota si presenta il Decreto del Presidente della Giunta Provinciale di Trento del 02/05/1995 dove viene evidenziato come “Il bambino - attraverso l’ uso di strumenti come il segno grafico, i colori, i materiali plastici e figurativi, la lettura e la produzione di immagini e di testi iconici osserva, analizza, conosce e rappresenta l’universo fisico e sociale che lo circonda, giungendo progressivamente a sempre più ricche e complesse forme di rappresentazione e comunicazione di situazioni e di eventi.” Infine le Indicazioni provinciali per la scuola dell’ infanzia in lingua italiana della provincia di Bolzano con una deliberazione provinciale n°2077 del 24/08/2009, sottolineano come una società dominata dai mass-media dia tante opportunità di comunicazione subordinata ad una grande capacità critica e sottolinea come “L’ acquisizione e l’ affinamento dell’ uso dei segni, delle forme e dei colori permette a ognuno di realizzare le proprie esigenze comunicative sul piano espressivo e rappresentativo della codificazione grafico-pittorica, in stretto rapporto con la propria evoluzione personale e le conoscenze che derivano dalla crescente partecipazione alla cultura di riferimento.” Quindi, ancora una volta si ribadisce la valenza comunicativa e la possibilità altamente espressiva delle forme artistiche e del colore. Tutte quante le normative che anno fondato e, in seguito, regolamentato la scuola dell’ infanzia hanno dunque chiare indicazioni che sottolineano e fondano l’ importanza del colore e della creatività nella vita dei fanciulli.
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