Evento suggerito da Prolixe
Il 2 giugno 1882 morì presso Isola di Caprera in Sardegna Giuseppe Garibaldi, l’Eroe dei Due Mondi, l’Eroe Nazionale ed Internazionale, conosciuto con questi titoli di riconoscimento acquisiti sia per l’impegno politico in prima persona e sia per l’abnegazione profusi a favore della redenzione dei popoli. Il 2 giugno venne emesso un francobollo dove venne immortalata la tragica notizia. Il Re Umberto scrisse nero su bianco che «Il dolore ch'io provo per la morte del suo illustre genitore é pari alla disgrazia da cui fu colpita la nazione». Nelle varie Società operaie verso le quali Garibaldi si era mostrato durante tutta la sua vita particolarmente sensibile la notizie giunge come un terremoto. Negli anni successivi infatti si vide bene l’eredità della morte di Garibaldi: si verificarono massiccie aperture all’estero sopratutto di centinaia di Società cosidette di Mutuo Soccorso che vennero intitolate al “grande italiano”, pensiamo a quelle del Brasile, in Argentina, a Lussemburgo, negli Stati Uniti ecc. I solenni funerali comunque ebbero luogo in data 8 giugno 1882, 7 giorni dopo la morte a causa delle decisioni contrastanti prese circa la sua imprevista imbalsamazione. Vi è infatti a questo proposito una notevole e contrastante produzione documentaria tuttavìa è la testimonianza della gente la protagonista indiscussa della storia della fortuna di questo nostro Eroe Nazionale. Una grande folla di circa 4000 persone seguì il feretro in Provincia di Sassari e fu un funerale al quale parteciparono veramente tutti.
Legge 3 giugno 1882, n° 0780
CHE DICHIARA A CARICO DELLO STATO LE SPESE DEI FUNERALI A GIUSEPPE GARIBALDI ED IL CONCORSO NELLA SPESA PER L'EREZIONE DI UN MONUMENTO IN ROMA.
Anniversario della Morte
Nel 2011 verrà celebrato il 129° anniversario della morte di Giuseppe Garibaldi presso la casa che costruì Garibaldi stesso e dove morì oggi diventata Museo chiamata Compendio Garibaldino di Caprera, ristrutturata dallo Stato italiano nel 1978, che ricade nell'area amministrativa del Comune della Maddalena e che garibaldi acquistò per metà nel 1855.
Giosuè Carducci
Giosuè Carducci presso il Teatro Brunetti a Bologna commemorò Garibaldi in questo modo:“… l’uomo che più ho adorato tra i vivi, simbolo della giovinezza dell’Italia e depositario delle migliori virtù degli italiani…”. Poi dopo una cronistoria delle gesta garibaldine Carducci si profuse in una dura polemica contro l’epoca in cui viveva, contro quella politica che fra le pieghe degli ideali aveva già siglato quella stessa alleanza che poi sprofondò l’Europa all’inizio del secolo successivo nel Primo Conflitto mondiale«[...]lasciatemi in pace, Che versi, che prose, che iscrizioni. Vorrei che ci fosse il diavolo e vi portasse via tutti. Bruciate tutti i vostri poeti, me per primo. Avete sentito le ultime parole sulle capinere. E ora non vogliono rispettare nemmeno l’ultima sua volontà. Non vogliono che l’Eroe bruci su di una catasta omerica nel cospetto del mare e del cielo. Lo vogliono trasportare a Roma per fare delle processioni, del chiasso, delle farse.Oh, ora capisco perché il popolo italiano non ebbe mai vera epopea»
Il Times
Un necrologio pubblicato il 5 giugno 1882 sul “Times” ammetteva che la memoria di quest’uomo era “come qualcosa di favoloso, dalla natura inafferrabile”.
Milano
« Cittadini! Un’inaspettata sciagura immerge la patria nel lutto. Il generale Garibaldi è morto.[...] Sia imperitura la ricordanza di cotanta virtù nell’animo della nostra e delle future generazioni, e per essere veramente degni di Lui giuriamo sulla sua tomba che quella patria, che era tutto il suo pensiero, a cui Egli consacrava tutta la sua vita, avrà nel culto della sua memoria, nell’ammirazione delle sue gesta, un nuovo vincolo di concordia e un nuovo patto d’unione.» queste furono le parole provenienti dal Palazzo Comunale.
Napoli
A Napoli, la città che lo adorava e che lo aveva visto l’ultima volta nel gennaio del 1882 con grande tristezza ammisero la morte di “Cullubardo”, così affettuosamente chiamato.
Pesaro
Il 5 giugno 1882 venne decretata per volere popolare e per iniziativa del Comune di Pesaro nelle Marche attraverso il Sindaco Giuseppe Vaccai una manifestazione pubblica di Cordoglio per la morte di Giuseppe Garibaldi l’Eroe dei Due Mondi. Il Consiglio Comunale riunito decretò questa iniziativa per attestare la propria solidarietà insieme a tutta l’Italia. Durante la mattina vennero chiuse tutte le attività commerciali ed esposte alle finestre bandiere in segno di Lutto Nazionale mentre la folla lentamente si concentrava in Piazzale Collenuccio attraversando la centrale via Rossini. Gruppi di ogni appartenenza politica e sociale financo la banda musicale del Municipio si riversarono nel centro storico. La manifestazione divenne imponente e dilagò in quella che oggi è conosciuta come Piazza del Popolo. Seguì l’inaugurazione di una epigrafe del professor Rossi-Pagnoni in ricordo dell’Eroe Padre della Patria mentre mesti rintocchi a morto accompagnavano dai campanili il cerimoniale. Partecipavano in massa anche le scuole e di lì a poco vi furono gli interventi delle autorità locali iniziando proprio dal Sindaco stesso. Al termine dei discorsi venne esibito in pubblico il contenuto inciso sull’epigrafe e venne eseguita la mitica marcetta garibaldina che commosse tutti con la massima attenzione e tale sensazione venne attestata non già da applausi come avviene oggi ma umilmente osservando il massimo silenzio.
Roma
Il giorno successivo alla notizia del suo decesso, in quella Roma che gli fu tanto cara i Presidenti di Camera e Senato presero la parola affinché venissero eseguite le opportune commemorazioni poi vennero dichiarate chiuse le sedute per Lutto Nazionale.
Torino
Il Sindaco in pieno Consiglio Comunale disse commosso:« La patria ha perduto un grande cittadino, l’ultimo superstite fra i primari rivendicatori del nome italiano, fra i gloriosi autori del Risorgimento Nazionale [...] Voglia Iddio che questi sentimenti di cui Egli ci diede così preziosi esempi e ci lascia così gloriosa eredità, abbiano sempre a tener uniti e concordi tutti gli italiani. E questo sia il migliore tributo che noi tutti possiamo e dobbiamo offrire alla memoria del Grande Cittadino, alla memoria di Giuseppe Garibaldi »
Victor Hugo
Hugo comunicò da Parigi: "Uomo delle libertà, uomo dell’umanità […] è una catastrofe; non è in lutto l'Italia, non la Francia, ma l'umanità”.
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