Caricando...

Cos'è Prolixe

Pubblica ricerca  |  Diventa ricercatore

Questa è una antologìa di eventi, aggiornata e aperta alla consultazione e all'approfondimento, di manifestazioni scelte di varia natura, svoltesi o in corso di svolgimento. Nell'antologìa sono pubblicate in modo discontinuo le ricerche che effettuiamo. I visitatori inoltre, se credono, possono a loro discrezione decidere di inviarci una ricerca di loro interesse qualora desiderino che venga pubblicata a loro nome. L'autore può essere una persona, un ente, un'associazione, una scuola ecc. Prolixe è consultabile liberamente e gratuitamente. Le foto presenti vengono scattate dai ricercatori del progetto, ci vengono inviate e vengono inserite a scopo illustrativo. Se ti interessa collabora con noi. Vedi il Progetto

Ricerca

LUCE E FESTA


Storia della luce in relazione al suo impiego negli eventi,nelle feste e nel settore pubblico

Inserisci una Ricerca nell'Antologìa
Invia subito il modulo, [ clicca qui! ]

Dal 18° secolo si avvia ad una rapida evoluzione lo studio tecnico e scientifico riguardante la luce e i suoi impieghi nei locali e nelle feste. Nel 1783 lo svizzero François Argand inventa la lampada ad olio, William Murdoch, scozzese, Nel 1792, impiega per la prima volta il gas naturale per l’illuminazione, nel 1818 la prima candela grazie a Braconneau e Simonin più precisamente la candela stearica. Il 4 settembre del 1882, Thomas Edison inaugura la prima rete elettrica al mondo a New York e l’anno dopo tocca all’Italia e cioè la Scala e il Duomo di Milano. Dopo aver impiegato la luce per l’illuminazione pubblica, il primo impiego artistico di questa fonte luminosa fu a livello architettonico attraverso la figura nascente dei cosidetti Light designer, antesignana figura di artista e poi professionista addetta alla progettazione di realizzazioni artistiche di luce a scopo pubblico che poi avrebbe avuto anche il suo omologo in discoteca o nelle feste paesane nel light-j anche se ancora è una figura che assurge veramente a professionista solo nei grandi locali o nelle kermesse di massa come le Notti Bianche, nei concerti musicali e nei festival, durante sfilate di costume in piazza o nei Veglioni ecc. La figura del Light Artist nacque all’alba del 1900 una delle sue apparizioni per fare un esempio è la progettazione dell’illuminazione della Torre Eiffel a Parigi. Dopo la crisi mondiale effetto della seconda Guerra Mondiale che aveva provocato il blocco della produzione delle lampade a gas iniziò l’era elettrica. Negli anni 50 e poi più ancora durante gli anni del Boom Economico in Italia la cultura dell’illuminazione fa da sponda per ovvi motivi anche nel settore pubblicitario. Alla fine degli anni 60 s’inventò un sistema per altenare l’accensione e lo spegnimento delle lampade; prima nel tentativo di simulare il ritmo della musica poi con il vero e proprio impiego del Sound To Light si volle ottenere una reazione elettrica alla musica. Nacque così il famoso LED che segnalava i picchi e fu adottato anche il globo a mosaico di specchi per sfruttare il fenomeno della riflessione pluricolorata e nelle sale erano montati proiettori con una ruota con un piccolo foro che girando simulava quella che oggi è la luce stroboscopica. Nel 1978 compare nei locali la macchina del fumo attraverso il quale si rendono luminosi i raggi di luce e quindi più visibili grazie alle particelle delle nuvolette prodotte. Entriamo negli anni ’80 e lì troviamo l’inizio dello sviluppo verso il movimento delle luci anche se ancora non controllato. Nascono i Pin-Spot, proiettori di luce e il dispositivo TRIAC che permetteva di smorzare all’accensione e allo spegnimento delle lampadine il basso rombo che si avvertiva fino ad allora alle casse. Alle soglie degli anni ’90 arriva il Flower e poi di seguito lo Scanner e il Testamobile. L’esigenza di muoverli insieme e il problema della loro quantità generò la soluzione: il DMX proveniente dall’impiego in teatro e già collaudato. L’intreccio dei cavi non sparì ma divenne meno pesante. Bisogna anche parlare poi dell’impiego della luce Laser per i locali più rinomati e che preferiscono la musica Techno. Il compito arduo di gestire tutti questi nuovi e complessi proiettori e disattivarne altri non necessari al tipo di musica diventa compito del lightjockey. Per concludere oggi esistono sia per le feste che per le disco dispositivi cambiacolori, accecatori, stobo, teste mobili, amplificazioni di qualità, macchine del fumo, centraline, consulenze architetturali, fari par, impianto audio discoteca, effetti tecnologia led, dimmer professionali, luci strobo, flite case, fari discoteca, ecc. un enorme quantità di apparecchiature che riescono ad illuminare i luoghi più recessi di un ambiente. Il prossimo passo sarà l’impiego di luci per fondali 3D nei locali e la visione con occhiali adatti di tutto l’ambiente.

Link

Ultime consultazioni