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il vino il culto la storia

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IL VINO, IL CULTO, LA STORIA


La storia del vino ha inizio nel momento in cui i popoli cessarono il loro movimento migratorio insediandosi stabilmente in un territorio del quale si... Leggi tutto

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La storia del vino ha inizio nel momento in cui i popoli cessarono il loro movimento migratorio insediandosi stabilmente in un territorio del quale si presero cura e dal quale cominciarono a trarre i prodotti principali per la loro sopravvivenza e cioè il pane e il vino. Molti concordano sul fatto che l’area dalla quale si sia diffusa la vitivinicoltura e la vitis vinifera, la vite, sia l’India e vìa vìa l’Iran dove è stata tra l’altro rinvenuta una traccia archeologica importante a riguardo e poi il Mediooriente. Altri sostengono che la storia di questa bevanda inizia con gli Egiziani i quali si distinsero come primi sistematici produttori. Innumerevoli geroglifici indicano con precisione le tecniche impiegate per la produzione del vino. Inoltre la bevanda era così importante che la si è scoperta nel corredo funerario del re Tutankamon. Il vino era contenuto all’interno di anfore con un’abbozzo di etichetta che ne indicava la provenienza. Dall’Egitto attraverso le vìe commerciali il vino venne a contatto in territorio europeo con i Greci che dedicarono ad esso una divinità: Dionisio con il quale si entrava in contatto più intimamente con l’aiuto del vino durante i rituali ad esso dedicati. Quando della vitivinicoltura se ne appropriò l’impero romano allora il vino penetrò anche in Francia e nell’Europa del nord, divenne una presenza talmente importante a livello gastronomico e religioso che ad esso venne associata la figura del dio Bacco, figlio di Giove a cui venne suggerito di usare il vino come la migliore delle armi da guerra e a differenza della terracotta greca la civiltà di Roma introdusse quale innovazione nella sua produzione la conservazione nelle botti e in bottiglia, aggiungendo la grande caratteristica enologica dell’invecchiamento alla bevanda. Attraverso il Cristianesimo il vino viene rivestito di un rinnovato mandato: esser considerato da una parte il sague del Cristo e così partecipare in questa veste sacra alla ritualità eucaristica, fuori dalla sfera religiosa ebbe vita più dura dal momento che nell’evo medio la funzione svolta dalla Chiesa era fortemente accentratrice, consideriamo infatti la dura opposizione della Chiesa contro l’impiego che veniva fatto del vino nelle taverne e durante i “sopportati” carnevali. Furono gli ordini monastici in particolare i Benedettini infatti a detenere il primato di produttori principali di vino e in seguito alla rivalità tra le badìe e al raffinamento delle tecniche per elevare il loro prestigio legarono addirittura l’arte del produrre vino al grado gerarchico ricoperto, essere un un buon frate era anche essere buoni viticoltori ed enologi di un certo livello. La vite era associata simbolicamente alla saggezza. Non bisogna mai dimenticare inoltre che la funzione svolta dal vino era anche quella di essere una bevanda sicura nel senso che si conosceva bene la sua composizione mentre dell’acqua che si beveva a volte non potabile e piena di germi pericolosi non si sapeva nulla. La diffusione di altri prodotti come il caffè e la birra in particolare resero la vita commerciale più difficile al vino che perse il primato di bevanda conservabile e perse anche la sua unicità simbolica ma per contro venne diffuso dai colonizzatori anche nelle Americhe e in quel continente esso avrà una importantissima evoluzione storica che consentirà al vino di “salvarsi” dall’attacco del parassita della filossera responsabile in Europa di aver distrutto quasi tutti i vitigni nel XIX secolo. In un mercato più aggressivo e con tanti competitori per il vino c’erano solo due soluzioni: migliorare continuamente la sua qualità e raddoppiare la sua produzione in termini quantitativi difatti nel corso del 1600 i vini venivano prodotti subendo una più lunga fermentazione. A questo proposito si ricordi il monaco Dom Perignon e la sua proverbiale perizia nel produrre il leggendario vino. La Francia iniziò su tutti ad essere considerata la patria e la culla della produzione enologica in Europa seguita dall’Italia, chiamata dai greci ‘Enotria’, patria del vino e poi la rivoluzione industriale ha permesso anche all’America, all’Australia e ad altri paesi, con l’impiego della refrigerazione di raggiungere risultati di buon livello in tempi stretti.

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