Cos'è Prolixe
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Questa è una antologìa di eventi, aggiornata e aperta alla consultazione e all'approfondimento, di manifestazioni scelte di varia natura, svoltesi o in corso di svolgimento. Nell'antologìa sono pubblicate in modo discontinuo le ricerche che effettuiamo. I visitatori inoltre, se credono, possono a loro discrezione decidere di inviarci una ricerca di loro interesse qualora desiderino che venga pubblicata a loro nome. L'autore può essere una persona, un ente, un'associazione, una scuola ecc. Prolixe è consultabile liberamente e gratuitamente. Le foto presenti vengono scattate dai ricercatori del progetto, ci vengono inviate e vengono inserite a scopo illustrativo. Se ti interessa collabora con noi. Vedi il Progetto
Il Festival tematico della Biennale di Venezia ha inizio non ufficiale per iniziativa del Comune omonimo il 19 aprile 1893 Sindaco del quale era Riccardo Selvatico quando venne approvata una delibera riguardante un’Esposizione biennale a carattere artistico e razionale la cui inaugurazione sarebbe avvenuta il 22 aprile dell’anno successivo. L’evento viene però per volere del Sindaco stesso rimandato al 1895 frattanto viene delineata una prima sommaria organizzazione e viene inoltre indicato il segretario generale dell’esposizione Antonio Fradeletto, un intellettuale. Nel periodo che va dalla fine del 1894 al 1895 viene ultimata la costruzione che ospiterà l’iniziativa presso i Giardini del Castello. Il 30 aprile 1895 alla presenza del re Umberto I e Margherita di Savoia ha inizio l’avventura di questa manifestazione artistica internazionale con una imprevista partecipazione di circa 225.000 persone. Dal 1907 il Belgio possiederà il suo padiglione espositivo nazionale ai Giardini del Castello poi nel 1909 sarà seguito da quello ungherese, tedesco e britannico. Un anno dopo Filippo Tommaso Marinetti uno dei massimi esponenti del Futurismo effettua una campagna pubblicitaria tramite un volantinaggio in Piazza San Marco con il quale esprime tutta la sua contrarietà alla Mostra d’arte a 15 anni della sua nascita. E’ anche l’anno in cui viene fatto sloggiare Picasso perché le sue opere sono ritenute offensive per l’arte e per l’esposizione in generale. Nel 1912 apre il padiglione francese e alla vigilia della Grande Guerra nel 1914 la Russia e fino al 1918 dell’Esposizione non se ne parlerà più per motivi bellici. Subito dopo la fine del conflitto e precisamente dal 1920 la responsabilità della carica di Presidente della Mostra viene distinta dalle scelte puramente amministrative del Sindaco al quale fino a quel momento la manifestazione era legata. Viene incaricato un nuovo segretario l’attivo e moderno Vittorio Pica, sotto il quale saranno inserite in esposizione le Avanguardie per la prima volta. Nel 1930 su iniziativa della dittatura in corso già da 8 anni, lo Stato italiano prende il controllo delll’esposizione trasformandola in Ente Autonomo. In questo periodo il Conte Giuseppe Volpi di Misurata concentra tutti i suoi sforzi per dare il vìa nel 1930 al Festival di Musica Contemporanea a cadenza biennale fino al 1937, due anni dopo istituendo la Mostra del Cinema Internazionale sulla terrazza dell’Hotel Excelsior biennale anch’essa fino al 1935. Dal 1933 la Mostra avvìa iniziative artistiche anche all’estero e nel 1934 viene inaugurato anche il Festival del Teatro di Prosa, biennale anch’esso fino al 1936 e poi annuale. L’attività della manifestazione e delle sue diverse iniziative proseguono fino al 1942 e fino al 1948 viene sospesa a causa del secondo conflitto mondiale. Ed è proprio nel 1948 che si riaprono i padiglioni della Mostra d’Arte di Venezia e il nuovo segretario generale è lo storico dell'arte Rodolfo Pallucchini che inserisce e rende protagonista del nuovo corso la cultura impressionista. Nel ’49 viene sistemata definitivamente l’Arena al Lido ed istituito il Premio Leone di San Marco, il premio della mostra del cinema. Nel 1951 viene eletto il primo Consiglio d’amministrazione del dopoguerra da parte del Governo Italiano e 6 anni più tardi viene sciolto d’urgenza in seguito alle dure proteste per la rimozione di Pallucchini da parte sempre del Governo. Nel giro di meno di dieci anni la cultura antiborghese affermandosi soprattutto fra gli studenti inizialmente questi utlimi ostacolano nel 1968 l’apertura del Festival e di qui inizia la progettazione di un nuovo statuto, vengono abolite le premiazioni fino al 1980, viene svolta sempre sulla scìa lunga della contestazione culturale l’edizione del Festival cosidetto del Dissenso nel 1977 e tutte le manifestazioni successive furono non competitive fino al 1980 durante la presidenza di Giuseppe Galasso, l’anno in cui venne aperto al pubblico una nuova specialità, quella architettonica nel periodo in cui Venezia visse una sorta di rinascita culturale in seguito alla riapertura dello storico Carnevale, denominato per l’occasione ‘Carnevale del Teatro’ sostenuto da Maurizio Scaparro. Con l’inizio degli anni ’80 vengono ripristinate le premiazioni. Nel 1995 la Biennale festeggia il suo centenario e tre anni dopo, in seguito all’approvazione del decreto legislativo n°19 del 23 gennaio del 1998 la Biennale di Venezia diventa un ente di diritto privato denominato “Società di Cultura” e in questa occasione si aggiunge un nuovo settore artistico al campionario espositivo internazionale: la danza. Nel 1999 la Biennale riconquista le aree storiche dell’Arsenale e le tre arti della Danza della Musica e del Teatro organizzano un nuovo settore denominato con l’acronimo di DMT. Con l’inizio del secolo la riorganizzazione della Biennale dona i primi frutti del miglioramento: nel 2001 record di visitatori e record dei paesi stranieri partecipanti. il 15 gennaio 2004 viene posta in essere una nuova riforma formulata dal ministro per i Beni e le Attività Culturali che introduce modifiche alla riforma del 1998 e fa della Biennale una Fondazione vera e propria aperta al contributo privato denominata “La Biennale di Venezia”. La manifestazione viene in questi anni anche delocalizzata nel senso che contemporaneamente al suo svolgimento italiano alcuni spettacoli vengono replicati anche all’estero e nell’Italia Meridionale. Molto importanti per la cultura artistica di questo storico festival sono le pubblicazioni editoriali che riguardano la Biennale in genere, conservate presso l’archivio storico creato appositamente per questo scopo chiamato ASAC, Archivio Storico delle Arti Contemporanee. Nel 2005 i visitatori furono quasi 1 milione.
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