Cos'è Prolixe
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Questa è una antologìa di eventi, aggiornata e aperta alla consultazione e all'approfondimento, di manifestazioni scelte di varia natura, svoltesi o in corso di svolgimento. Nell'antologìa sono pubblicate in modo discontinuo le ricerche che effettuiamo. I visitatori inoltre, se credono, possono a loro discrezione decidere di inviarci una ricerca di loro interesse qualora desiderino che venga pubblicata a loro nome. L'autore può essere una persona, un ente, un'associazione, una scuola ecc. Prolixe è consultabile liberamente e gratuitamente. Le foto presenti vengono scattate dai ricercatori del progetto, ci vengono inviate e vengono inserite a scopo illustrativo. Se ti interessa collabora con noi. Vedi il Progetto
Ti racconto la festa del papà:ha origini molto antiche. Una leggenda narra che ai tempi dei antichi babilonesi, un giovane ragazzo scrisse una lettera a suo padre su una lastra di argilla per augurargli lunga vita. Un’altra leggenda narra la nascita di questa festa attorno al 1900 in America sempre per l’iniziativa di un figlio per ricordare l’amore verso suo padre e augurargli una vita serena. In Italia il papà viene ricordato il 19 marzo, giorno in cui viene ricordato anche San Giuseppe, padre di Gesù, simbolo del padre perfetto. Secondo le tradizioni popolari San Giuseppe viene ricordato anche protettore dei falegnami, essendo anche lui del mestiere, ma anche dei orfani, dei disadattati. Questa festa non è più una festa nazionale, perché è stata abolita, ma viene comunque ricordata dalle famiglie per avere una occasione in più per festeggiare il proprio padre. In passato in alcune regioni d’Italia, venivano allestiti dei banchetti all’interno di case, dove il padre di famiglia offriva una ricca cena e ospitalità alla gente senza fissa dimora. Questo gesto ricorda un antico episodio in cui Giuseppe e Maria (genitori di Gesù )giovani sposini, si videro rifiutare l'alloggio in terra straniera prima della nascita del proprio figlio. Ma come mai in questo periodo si accendono dei falò? Il 19 marzo, che coincide con la fine dell’inverno, in passato i contadini erono impegnati a bruciare con grandi falò vecchie sterpaglie e cumuli di legna per ripulire i campi. Attorno a questi fuochi si radunavano in cerchio le signore anziane iniziando a cantare inni e pregare San Giuseppe. Nel nostro bel paese la ricorrenza del 19 marzo viene accompagnata anche con la preparazione delle famose frittelle o zeppole, che naturalmente hanno nomi e ricette diverse a seconda della regione: nel centro nord si preparano le frittelle al miele, se andiamo a sud invece le frittelle sono profumate con l’anice; Marche e Umbria vengono preparate con il riso e canditi, infine a Roma vengono preparati i “carciofi con il tappo” ripieni di carne. Il simbolo della festa è una rosa rossa nel caso in cui nostro Padre è ancora con noi , una rosa bianca se non è piu tra noi.
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