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La diffusione durante una festa degli stupefacenti è un fenomeno che non è in alcun modo popolare alle sue origini. Ad introdurre il mercato delle droghe non sono stati umili contadini o operai ma viaggiatori commerciali internazionali, scienziati, intellettuali col fine di aprire un’altra fetta di profitti. L’uso delle sostanze stupefacenti durante eventi festivi comunque è un fenomeno antico tuttavìa non molto scontato come si crede. I ripetuti tentativi ‘animare’ la propria personalità con l’uso della droga durante una festa, bollato con nome scientifico di ‘psicotropismo’ sono sempre esistiti; solo che non erano un fenomeno di massa come lo è oggi e con legami internazionali ma i motivi alla base del “farsi” furono solo a scopo curativo, terapico, assumendo vìa vìa caratteri assai diversi. Basta controllare la composizione dell’oppio nel cui novero troviamo sostanze antidolorifiche come la morfina che hanno una forte azione sul sistema nervoso centrale. L’oppio era conosciuto dai Sumeri cioè più di 6000 anni fa. Nelle Ande gli Inca masticavano foglie di coca lo riferì anche Amerigo Vespucci, ciò provato anche dallo studio chimico-paleontologico delle tombe peruviane e cilene di 4000 anni fa e nell’America latina la produzione di droga divenne un monopolio statale poi privatizzato. Gli aztechi conoscevano la mescalina. Esistono fonti precise sulla funzione del papavero oppiaceo nella mitologìa greco-romana(vedi la figura di Morfeo) e presso la corte imperiale di Roma. Galeno la più forte figura sanitaria dell’antichità romana non a caso preparava pozioni di oppio e dolce, una coppiata simbolica se si considera lo scopo antidolorifico. Ancor più approfondito è il principio curativo che la medicina araba antica sfruttava grazie all’oppio e la particolare venerazione che essi avevano degli allucinogeni come l’hashish ad esempio. Durante il laico Rinascimento la droga oppiacea, presente in suolo europeo, svolge il duplice ruolo di supporter alle fantasìe editoriali e funge da rimedio ai sentimenti di infelicità e gli assuntori erano inclusissimi socialmente non certo drogati emarginati come li si può immaginare oggi. Sto riferendomi a illustri acculturati di cui magari era anche noto l’uso che facevano della droga. Intanto in quei tempi gli spagnoli attraverso le loro conquiste latinoamericane scoprivano gli Incas e la coca. Ma la vera espansione, la vera cuccagna della droga planetaria venne con l’industria: l’improvviso crollo del prezzo aristocratico dei narcotici provocato dalla produzione in serie delle dosi e la distillazione chimica figlia del positivismo favoriscono la diffusione popolare e di massa della droga dalla metà del 1800 in poi e quindi anche degli allucinogeni. Siccome l’oppio costava pian piano meno dell’alcool era chiaro che questo”aiutino” i proletari l’avrebbero preferito presto al bere. L’Inghilterra è il paese che con il suo mercato internazionale legato all’estremo oriente(vedi l’India) ha inciso di più nel mondo nella diffusione degli stupefacenti come la Cannabis e l’hashish (coltivate nel giardino del Presidente degli Stati Uniti G.Washington) in larga scala nelle farmacie. Di nuovo troviamo i grandi intellettuali in prima fila a far da sponda alla droga: Dickens, De Quincey, Baudelaire, ecc. per i loro tipici mali quali il mal di testa, l’insonnia dovuta alle ore piccole nei festini e nelle feste private e pubbliche nonché grazie anche alla cultura romantica che aiutò non poco il diffondersi degli allucinogeni. Il neurologo Paolo Mantegazza pubblica il famoso saggio sull’uso clinico della droga. La coca diventava una bevanda grazie ad Angelo Mariani. Trasformata in bevanda utile poi agli ex alcolisti. Nel 1805 venne isolata chimicamente la morfina. Alla fine del 1800 in Germania viene differenziata la cocaina. Anch’essa pubblicizzata come curativa. La forza posseduta dalla cocaina, parlo della forza pubblicitaria, fu di esser ritenuta un antidoto potente alla dipendenza dell’eroina, dall’alcol e in genere dai derivati dell’oppio. Freud divenne grande estimatore di questa sostanza e giunse a dire che sarebbe stata una grande alleata nelle guarigioni, così contribuendo quasi come un testimonial alla sua pubblicizzazione. Il fatto che la classe media e proletaria facesse uso degli stupefacenti diventò cosa normalissima anzi era una caratteristica richiesta in certi ambienti. Nel 1853 Wood inventava l’iniezione della morfina direttamente nel sangue aprendo un business di cui non conosceva certo le dimensione che avrebbe assunto. Le droghe si diceva che sanassero problematiche fisiche e da quel giorno si avviarono a dare risposte anche ai problemi psichici. Notizia dei primi usi endovenosi antidisagianti se ne ha durante le guerre di fine 1800. I militari lavoravano instancabili ed instancabili combattevano anche se in realtà erano solo tossicodipendenti. Dove era arrivata la droga era arrivata la civiltà industriale. Durante la notte la droga teneva svegli i salotti di mezza Europa. Gli Intellettuali si iniettavano droghe in ogni luogo, davanti a tutti. Ai primi del 1900 la droga diventa un problema internazionale sociale e sanitario che approda sul tavolo della Società delle Nazioni.All’alba del 1900 iniziò la diffusione mondiale della “diacetilmorfina” in tutti i canali commerciali allora conosciuti. L’eroina cioè un energetico come venne pubblicizzato iniziava il suo lungo cammino. Negli anni ’30 vengono inventate sempre per scopi curativi le amfetamine a Los Angeles. Anche queste facevano restare svegli e i primi sperimentatori furono gli studenti universitari dissuasi pure dalla propaganda che accreditava le amfetamine come dietetici. I tedeschi le importarono in Giappone grazie all’alleanza militare e questo aprì il mercato orientale alle amfetamine consumate in quantità già dai soldati americani della seconda Guerra Mondiale. Nel 1943 venne scoperta LSD e usata subito in ambito psichiatrico. Per le sue straordinarie proprietà allucinogene si diffuse in un baleno. Merito anche della rivoluzione sociale del ’68 e ancor prima della delega per spezzare le catene dell’individualismo alle quali grandi masse erano asservite. Capitale del movimento è San Francisco. Dall’evoluzione dello studio compiuto sulle droghe durante gli anni ’60 sulle amfetamine, avvenne la diffusione dell’MDMA o meglio nota come ecstasy già brevettata nel 1912, molto conosciuta per le sue proprietà psicadeliche ma soprattutto per quelle caratteristiche utili al ‘popolo della notte’ dagli anni ’60 del ‘900 ad oggi: il popolo delle discoteche, delle feste private e pubbliche dei nostri giorni bisognoso di euforìa e forti esperienze interiori. Solo che i locali aperti al pubblico essendo fissi potevano essere un luogo di smercio di sostanze più duraturo mentre le feste per il loro carattere estemporaneo e trasformista non danno sicurezza ad un organizzazione di poter piantarsi in un territorio stabilmente.
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