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Lo storico Carnevale di Venezia risale al XI secolo. Si hanno memorie infatti del Carnevale fin dal 1094, sotto l’amministrazione del doge Vitale Falier, in un documento in cui vengono descritti i tipici divertimenti pubblici nei giorni prima della Quaresima. E’ documentato a questo proposito che nel 1162, nel giorno in cui veniva celebrato il Giovedì grasso si ricordava ed era una ricorrenza dell’epoca la celebrazione della vittoria lagunare ai danni del Patriarca di Aquileia Ulrico da parte del Doge Vitale Michiel. Comunque, il primo documento in cui si attesta l’esistenza di una matura celebrazione del carnevale medioevale risale al 1296, anno in cui l’ultimo giorno del periodo quaresimale, il Martedì grasso, venne dichiarato dal Senato veneziano giorno festivo. Per ciò che concerne la secolare tradizione del mascheramento carnascialesco, la letteratura ci fa risalire al 2 maggio 1268: la storiografìa locale menziona infatti un testo il cui contenuto era un vero e proprio divieto di indossare qualunque tipo di “maschera” durante l’esecuzione del gioco delle “ova”. Dal XIV secolo in poi si rinviene una mole documentaria notevole che riguardano i diversi tipi di divieti di celare la propria identità. Il 22 febbraio 1339 esce un decreto chiaro in cui si intima alle persone mascherata di aggirarsi durante le ore notturne. Di qui tutta una serie di imposizioni e limitazioni nel tentativo di arginare l’uso improprio o criminale delle maschere: il 24 gennaio del 1458 veniva proibito infatti e probabilmente interrotta una lunga serie di episodi in cui le maschere erano utilizzate dagli uomini per sembrare donne a tutti gli effetti allo scopo di poter avere libero accesso ai monasteri ed poter incontrare tutte le monache che volevano e anche quelle che non volevano in certi casi. Per migliorare il controllo del territorio nel XV secolo Venezia aveva scelto di affidare la responsabilità dei mascheramenti alle cosidette Compagnìe della Calza, sorta di associazioni che permettevano di travestirsi ai cittadini ma solo ed esclusivamente i colori della propria borgata, il sestriere al quale la compagnìa apparteneva territorialmente. Questa non era altro che una forma di controllo organizzata politicamente ma c’era ad esempio più di una forma di controllo psicologica come quella illusionistica inventata dalle oligarchìe di permettere per un certo periodo di tempo, limitato chiaramente, al popolino, di somigliare ai nobili e di poterli prendere in giro, camuffato dietro ad una maschera. Il carnevale veneziano comprendeva il cosidetto ‘Volo dell’Angelo’ o ‘Volo della Colombina’ consistente nele vedere passeggiare avanti e indietro un acrobata su di una fune che portava diritta alla loggia del Campanile di San Marco. L’acrobata doveva fare rientro a terra omaggiando il Doge che lo attendeva. Verso la metà del XVI secolo si narra che vi riuscì uno che per mantenersi in equilibrio sulla fune usò un semplice bilanciere. Da allora l’impresa venne denominata lo ‘Svolo del Turco’ e si svolgeva di solito il Giovedì grasso. Ben presto tale evento fece parte della cerimonia ufficiale del carnevale e se ne incaricavano sia professionisti che giovani spericolati. Nel tempo la Trasvolata venne praticata con l’ausilio di persone travestite da colomba ed agganciate alla fune. Vennero compiuti anche voli addirittura “collettivi”. Nel 1571 in occasione della Battaglia di Lepanto venne allestito un grande carnevale con tanto di carri che rappresentavano il predominio della fede cristiana sugli ottomani. Però si stava andando verso un periodo di oscurantismo suggellato poi dal Concilio di Trento. Prova ne sono la nuova andata di decreti anticarnascialeschi di primi del ‘600. Il 13 agosto 1608 in uno di questi si parla proprio di abuso continuato dell’uso della maschera in modo allarmante. Nel 1658 si proibì alle persone mascherate di portare con sé armi, veniva proibito di aggirarsi all’interno dei luoghi sacri con le maschere, veniva tassativamente proibito vestirsi da preti ballare mascherati oltre la fine del periodo di carnevale, entrare dentro il Ridotto di San Moisè, la casa da gioco della repubblica aperta nel 1638, mascherati per non farsi riconoscere dai creditori e così vìa. Con due atti pubblici emanati a distanza l’uno dall’altro, uno nel 1699 e l’altro nel 1718 viene proibito il mascheramento durante la Quaresima e durante le festività religiose rientranti nel periodo del Carnevale. Alle donne nell’anno ’76 del secolo venne imposta la bautta e il tabarro in teatro per evitare che venissero fatte oggetto di proposte indecenti e così salvaguardare il cosidetto “onore” della famiglia. Il 1700 inventa una cosidetta anteprima del carnevale annuale verso ottobre allargandone il periodo fino al mercoledì delle Ceneri. Il carnevale vero e proprio iniziava nel giorno di Santo Stefano. Il secolo dei gentiluomini e dei lumi fece di Venezia la città sublime degli intrighi, dei piaceri e dell’incoscienza soprattutto, vedi il fenomeno Casanova e del grande Carlo Goldoni. Alla metà del secolo però succede qualcosa: succede che durante una performance come si dice oggi di un acrobata nel 1759, lo stesso perdendo l’equilibrio piombò in piena piazza sotto gli occhi della folla inorridita. Da questo momento verrà utilizzata la colombina di legno e il Volo dell’Angelo divenne il Volo della Colombina. Il carnevale era una ritualità così sentita e popolare a Venezia che tra le altre caratteristiche c’era anche quella di non poterlo interrompere durante il suo svolgimento. Caso eclatante a questo proposito fu la comunicazione volutamente ritardata a causa dei festeggiamenti in corso del decesso del Doge Paolo Renier. Da questo momento si concluse l’avventura storica del carnevale veneto più famoso nel mondo. In seguito l’evento quello popolare terminò nel 1797 subito dopo la sigla del trattato di Campoformio col quale Venezia venne ceduta all’Austria che provvedette immediatamente alla cancellazione della maggior parte delle usanze, la prima colpì proprio il carnevale e furono assai poche le occasioni in cui venne concesso l’uso delle maschere, solo a scopo privato cioè in feste private e riguardanti solo un certo ceto, quello altolocato. Il carnevale in quel periodo si ritirò “in esilio” presso le isole di Murano, Burano. In questo modo nacque il mito “romantico” e ottocentesco di un’impalpabile e fantasmagorico Carnevale fra le nebbie, al buio e al tramonto delle calli. Nel frattempo altre località si facevano le ossa durante il periodo del Carnevale, località di un certo prestigio come ad esempio Viareggio in Toscana la cui proposta carnascialesca inizia in città nel 1872 o a Fano, nelle Marche, con a nascita dell’ente carnevalesco nel 1873 ma già con una tradizione di 500 anni. Ma gli scrittori, i musicisti, i poeti ce l’hanno con questo benedetto Carnevale lagunare, non c’era verso di toglierlo dalla testa di nessuno. Purtroppo è vero che uno degli ultimi carnevali veneziani sono stati celebrati all’inizio del primo conflitto mondiale ( la Marchesa Casati affittò addirittura la Piazza San Marconel 1913! ) ma come ho detto “pensare carnevale - come dice Prolixe.it - è impossibile negarlo” e nessun decreto l’avrebbe mai impedito. Difatti nel 1979 il Teatro La Fenice, il Comune di Venezia, l’allora Azienda Provinciale di Soggiorno e la Mostra del Cinema ripristinarono di nuovo i tradizionali festeggiamenti per 11 giorni lasciando agli intervenuti grande libertà di esibizionei nei giorni prima della Quaresima.
NOTE GENERALI
1. vedi. http://www.carnevale.venezia.it
2. vedi: it.wikipedia.org/wiki/Carnevale_di_Venezia
3. vedi: http://www.carnivalofvenice.com/?page_id=2
4. interessante e curioso vocabolario del Carnevale, vedi: http://paperando.forumfree.it/?t=24050469
5. vedi: http://www.partecipiamo.it/carnevale/storia_carnevale.htm
ESPERIENZE - appendice pesarese
"La partenza è stata prevista per le 5,45. Abbiam preso un pullman Gran Turismo alla guida Iliano, al tableaux Loredana, alla conta mancan sempre tutti...si fa colazione, ci si imbarca sul traghetto-Molo Tronchetto verso Piazza San Marco e si gira sui taxi acquatici della Giudecca e poi si sparisce nei vicoli. Mentre scendiamo ci sorpassano gli extracomunitari e dietro i Carabinieri e si capisce che siamo già nell'immenso caos di Venezia. BLITZ NELLA VENEZIA DEL CARNEVALE Il Volo dell'Angelo in Piazza San Marco, la torma delle Maschere, la Basilica di San Marco a Venezia e tanti bravi fotografi tranne i sottoscritti casinisti..."
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