Cos'è Prolixe
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Questa è una antologìa di eventi, aggiornata e aperta alla consultazione e all'approfondimento, di manifestazioni scelte di varia natura, svoltesi o in corso di svolgimento. Nell'antologìa sono pubblicate in modo discontinuo le ricerche che effettuiamo. I visitatori inoltre, se credono, possono a loro discrezione decidere di inviarci una ricerca di loro interesse qualora desiderino che venga pubblicata a loro nome. L'autore può essere una persona, un ente, un'associazione, una scuola ecc. Prolixe è consultabile liberamente e gratuitamente. Le foto presenti vengono scattate dai ricercatori del progetto, ci vengono inviate e vengono inserite a scopo illustrativo. Se ti interessa collabora con noi. Vedi il Progetto
Il Carnevale di Putignano che dal 2006 ha luogo anche durante il periodo estivo, è giunto nel 2011 alla 617°edizione ed è una delle manifestazioni carnascialesche storiche d’Italia più estese in durata presente in Provincia di Bari risalente con buona approssimazione storico-documentaria al 26 dicembre 1394, data in cui avvenne il trasporto delle sacre reliquie di Santo Stefano da Monopoli a Putignano e diventata nel corso delle celebrazioni giorno in cui nella città si ufficializza l’inizio del Carnevale con il cosidetto scambio del cero, una cerimonia consistente nel donare un cero alla chiesa, allo scopo di chiedere perdono per i peccati che verranno commessi durante il carnevale. La maschera tradizionale del Carnevale putignanese, ideata negli anni ’50 e chiamata con il medesimo nome di una nota ricetta locale( insieme ai dolci tipici del Carnevale come le bugie e le chiacchiere ) è Farinella che possiede anche una certa somiglianza con Arlecchino. Dal 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate, che è giorno d’annuncio, affidato alla maschera di Farinella, tutti i giovedì si deridono in ordine durante le giornate del giovedì dei monsignori, dei preti, delle monache, dei vedovi, degli scapoli, delle donne sposate e perfino dei cornuti. Il 2 febbraio si tiene la Festa dell'Orso, con uno spettacolo teatrale in cui un orso, secondo la tradizione, prevede il clima per il resto dell'inverno. Residuo cerimoniale delle marce militari del ventennale regime, la parata mantenuta anche dopo la fine della guerra venne a connotare il passaggio dei carri allegorici agli occhi sempre curiosi del pubblico che ogni anno attende di vedere le opere prodotte presso le campate della Fabbrica dei Giganti di Carta sotto la guida dei Maestri Cartapestai. La vigilia del martedì grasso si tiene l'Estrema Unzione, un corteo in maschere sacerdotali che impartisce una benedizione passando. Il martedì grasso cessano i festeggiamenti con la sfilata di carri per poi assistere infinr al Funerale del Carnevale, rappresentato da un maiale in cartapesta simbolo di eccessi, bruciato nella piazza. I visitatori del Carnevale assistono alla festa delle Propaggini, che rievoca l'evento del 1394, con gruppi di persone travestite da contadini in possesso di utensili della cività di allora eseguendo canti in dialetto. Infine la festa si conclude con la Campana dei Maccheroni, in cui viene issata una grande campana in cartapesta con la quale si scandiscono gli ultimi “fuochi” del Carnevale.
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