Cos'è Prolixe
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Questa è una antologìa di eventi, aggiornata e aperta alla consultazione e all'approfondimento, di manifestazioni scelte di varia natura, svoltesi o in corso di svolgimento. Nell'antologìa sono pubblicate in modo discontinuo le ricerche che effettuiamo. I visitatori inoltre, se credono, possono a loro discrezione decidere di inviarci una ricerca di loro interesse qualora desiderino che venga pubblicata a loro nome. L'autore può essere una persona, un ente, un'associazione, una scuola ecc. Prolixe è consultabile liberamente e gratuitamente. Le foto presenti vengono scattate dai ricercatori del progetto, ci vengono inviate e vengono inserite a scopo illustrativo. Se ti interessa collabora con noi. Vedi il Progetto
Il tradizionale Carnevale di Offida in Provincia di Ascoli Piceno è una manifestazione le cui origini sono databili intorno al periodo di fine peste nel 1507, come riportato negli statuti del 1524, poiché i superstiti sfuggiti alla propagazione del morbo videro nella prosecuzione di una vita normale e nella ricorrenza carnevalesca uno dei motivi per sopravvivere ed il suo svolgimento ogni anno è segnato dal giorno 17 gennaio, durante il quale viene commemorata la figura di Sant’Antonio Abate fino al termine, ovvero il giorno delle Ceneri, quando inizia la Quaresima, preceduto dal baldanzoso martedì grasso, ultimo giorno di Carnevale, momento in cui tutti in Offida indossano il tipico "guazzarò". Ma il periodo carnascialesco inizia due settimane prima del 17 gennaio suddetto con la cosidetta “Domenica degli Amici” seguita dalla “Domenica dei Parenti” e poi dal giovedì grasso. Al segnale della fanfara della Congrega o fazione del Ciorpento che se ne esce dalla porta d’ingresso del Palazzo Mercolini, inizia ufficialmente il Carnevale. Le Congreghe, il cui nome Allegra Nobiltà, Cappucci Rossi, Ciorpento, Ciuvetta, Gabbia, Gancio, Guazza, Mangusta, Orsi, Ptona, Rondinelle e Tirolesi, hanno il ‘compito’ ovvero lo scopo di aggregare le famiglie, la gente in genere, soprattutto dopo aver ricevuto la sera del detto giovedì grasso ( al termine della Domenica dei Parenti ) dal Sindaco in persona le chiavi della città in modo simile a quello di altre città quando vengono consegnate le chiavi al Re del carnevale o ad un personaggio locale popolare equivalente. Le Congreghe così iniziano il giro del paese. Il Carnevale offidano è comunque sostanzialmente eseguito in due tempi fondamentali: “Lu Bov Fint” che in dialetto significa ‘il bove finto’ che altro non è se non il sembiante di un bove più probabilmente memoria della carne di bove servita ai più poveri spettacolarizzata nel periodo fra le due guerre e la sfilata dei “Vlurd”, ossia decine e decine di fasci di canne issate sulle spalle delle persone che danzando e dimenandosi giocosamente in fila lungo il Corso si dirigono verso la Piazza centrale della città per vedere bruciare i vlurd appunto ammucchiati assieme. Le maschere poi corrono intorno al giantesco falò coinvolgendo il pubblico fino allo spegnimento il martedì grasso. Il carnevale celebra i veglionissimi o veglioni in teatro. Nel 1956 a causa delle avverse condizioni meteorologiche, la grande nevicata che ci fu spostò i veglioni presso il Teatro Serpente Aureo fino all’anno 1990. Poi dal 1992 la manifestazione si trasferì presso il cineteatro Nespeca per un decennio fino al 2002 poi l’anno dopo terminato il restauro del Teatro Sepente Aureo l’evento venne spostato di nuovo nel teatro stesso.
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