Cos'è Prolixe
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Questa è una antologìa di eventi, aggiornata e aperta alla consultazione e all'approfondimento, di manifestazioni scelte di varia natura, svoltesi o in corso di svolgimento. Nell'antologìa sono pubblicate in modo discontinuo le ricerche che effettuiamo. I visitatori inoltre, se credono, possono a loro discrezione decidere di inviarci una ricerca di loro interesse qualora desiderino che venga pubblicata a loro nome. L'autore può essere una persona, un ente, un'associazione, una scuola ecc. Prolixe è consultabile liberamente e gratuitamente. Le foto presenti vengono scattate dai ricercatori del progetto, ci vengono inviate e vengono inserite a scopo illustrativo. Se ti interessa collabora con noi. Vedi il Progetto
Il Carnevale di Ivrea, nella sua ciclica ritualità annuale giunta alla 202ma edizione nel 2011 e con la partecipazione sempre di miliaia di figuranti, è un esempio evidente di come in una festività, quella che gli eporediesi conoscevano come ‘Festa dello Scarlo’, siano sopravvissuti nel tempo depositi o sfondi epocali differenti a partire dal basso medioevo. Lo Scarlo era un albero che veniva in occasione della ricorrenza bruciato dall’Abbà che è una carica di priore, in pratica un giovinetto legato ad un gruppo parrocchiale, la cui esistenza è stata accertata storicamente nel medioevo. Le parrocchie sono gli epicentri dei rioni che sfilano durante il turbolento corteo: la parrocchia di San Grato, San Lorenzo, San Maurizio, San Salvatore, Sant'Ulderico. La città di Ivrea, nel periodo del basso medioevo, soffrì la presenza di figure dispotiche che entrarono in conflitto con la volontà popolare in modo cruento. Dalla fine del ‘700 agli anni ’20 del secolo successivo avviene la trasformazione radicale del Carnevale. Fu a metà del 1800 romantico e risorgimentale, dopo la parentesi napoleonica della quale si rinvengono le traccie militari, che venne elaborata la figura della mugnaia Violetta, simbolo delle aspirazioni alla libertà all’indipendenza dell’Italia, figura a fianco della quale troviamo quella del Generale e delle sue schiere, nato prima di essa, con il compito di rievocare lo storico intervento delle truppe francesi rivoluzionarie e della loro volontà di mantenere ordine e disciplina durante lo svolgimento del moderno corteo carnascialesco difatti è lui che si prende all’inizio di ogni ciclo annuale la responsabilità del Carnevale, acclamato dalla banda dei pifferi e dei tamburi. Nello stesso periodo viene composta anche la cosidetta Canzone del Carnevale che accompagnerà la manifestazione fino ai giorni nostri, musicata all’epoca da Lorenzo Olivieri sulla base dei testi di Ferdinando Bosio. Per quanto concerne la battaglia delle arance storicamente venivano lanciati, per lo più con l’intento di attirare semplicemente l’attenzione del destinatario piccoli ortaggi od oggetti innescando in seguito uno scambio animato fra i cortei stradali e i balconi prospicienti. Intorno alla metà dell’800 comparvero lanci di arance contro le carrozze di passaggio, verosimilmente perché certamente oggetti più piccoli non avrebbero attirato l’attenzione delle persone asserragliate dentro le vetture. Nel periodo immediatamente successivo al termine del secondo conflitto mondiale la battaglia delle arance venne codificata nei modi e nelle forme spettacolari attraverso le quali la conosciamo oggi, rappresentando simbolicamente il conflitto fra i sostenitori della tirannide e i sostenitori della libertà popolare. Fu difatti nel 1947 l’anno in cui si organizzarono le squadre dei cosidetti aranceri cioè quei gruppi che avrebbero bersagliato i carri del tiranno. Ricordiamo a questo proposito che i partecipanti al Carnevale di Ivrea è bene che indossino il ‘berretto frigio’ emblema e traccia storica della grande rivoluzione parigina per non rischiare di esser scherzosamente scambiati per coloro che costituiscono il codazzo o la quinta colonna del ‘tiranno’ e delle sue guardie sui carri. Alla data del 27 settembre 1956 si desumono le dimensioni e la portata che questa manifestazione oramai aveva assunto, poiché venne dichiarata per mano della Presidenza del Consiglio di “rilevanza internazionale”. Dal 1989 l’organizzazione dell’evento venne curata da un’organizzazione consortile per 20 anni poi dal luglio 2009 il Carnevale d’Ivrea venne riorganizzato attraverso una Fondazione per volontà delle autorità comunali attraverso la deliberazione n°46, in coerenza con le nuove normative. Nel 2004 iniziò il sodalizio fra il Carnevale di Ivrea e l'Associazione Casainsieme. Il carro degli aranceri viene dipinto dall'artista Eugenio Pacchioli ed i pannelli che lo compongono al termine della manifestazione vengono smontati e venduti. Il ricavato viene impiegato a fini sociali. Il 13 luglio 2010 e per il 2011 il Ministero ha annunciato che verrà stampato un francobollo riguardante il Carnevale. Per concludere è oramai da 12 anni che ogni anno l'organizzazione del Carnevale Storico indice un concorso suddiviso per autori stranieri ed aperto anche agli studenti delle scuole per la progettazione del manifesto dell'evento.
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