Cos'è Prolixe
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Questa è una antologìa di eventi, aggiornata e aperta alla consultazione e all'approfondimento, di manifestazioni scelte di varia natura, svoltesi o in corso di svolgimento. Nell'antologìa sono pubblicate in modo discontinuo le ricerche che effettuiamo. I visitatori inoltre, se credono, possono a loro discrezione decidere di inviarci una ricerca di loro interesse qualora desiderino che venga pubblicata a loro nome. L'autore può essere una persona, un ente, un'associazione, una scuola ecc. Prolixe è consultabile liberamente e gratuitamente. Le foto presenti vengono scattate dai ricercatori del progetto, ci vengono inviate e vengono inserite a scopo illustrativo. Se ti interessa collabora con noi. Vedi il Progetto
La differenza fra un somaro e un asino è nelle dimensioni. Il primo è più grosso e robusto rispetto al secondo. L’incrocio fra un asino ed una cavalla diventa mulo. A parte queste categorizzazioni l’asino è l’animale quadrupede domestico che più di ogni altro, dagli anni ‘60, lentamente scompare dagli usi e costumi quotidiani in Italia a causa del progresso industriale e per lo spopolamento delle campagne. Il nome di “somaro” deriva dal carico che l’animale poteva trasportare chiamato “soma”. Fino alla seconda guerra mondiale e ancora nell’immediato secondo dopoguerra, era uno dei più efficaci e sfruttati mezzi di trasporto e di locomozione che si conoscesse per portare il carico alle fiere, per tornare dal bosco col carico di legna, quando si effettuavano i traslochi ecc. Non era facile caricare la groppa dell’asino e non era un lavoro che si faceva in pochi minuti. Il cavallo, animale delle favole cavalleresche, veniva usato soprattutto in città per trainare carrozze o portare a spasso dame, famiglie e cavalieri, l’asinello era il “mezzo” usato dai contadini, l’animale che consentiva al mezzadro o al coltivatore o al carbonaio o al boscaiolo di recarsi al posto di lavoro e di tornare, a sera, con il basto carico di patate o con la legna per la casa o col fieno per gli animali della stalla. Poi arrivarono i mezzi di trasporto su gomma di ridotte dimensioni come l’Ape, l’auto ecc. Il somaro è un lascito della cività agricola preindustriale mezzadrile il cui ambiente viene ricostruito limitatamente a scopo promozionale nelle attività agrituristiche o le cui sorti sono legate alla sensibilità individuali di persone che con il mondo agricolo non hanno nulla da spartire ma che si dedicano alla cura degli animali per mero passatempo. Uno degli impieghi che lo trova ancora protagonista e che ne accentua la figura comico-spettacolare è senza ombra di dubbio il ruolo di competitor in quegli eventi ciclici all’interno dei quali si sfidano contrade e contradaioli vari per intrattenere turisti, per il prestigio di un paese e per assicurarsi il palio in gioco come a Gualdo Tadino, Torrita di Siena, Mercatello sul Metauro e così vìa. La figura del somaro è una figura tragicomica rievocata anche in letteratura dal romano Trilussa o da Giovanni Verga o dall’originale Carlo Collodi nel suo “Pinocchio” e anche dal grande Gadda ne “i miti del somaro”. Culturalmente quindi la figura del somaro è certamente una figura catartica antropologicamente che serve per sdrammatizzare gli errori e le mancanze di tutto un popolo.
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