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Arte come terapia

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L' arte che cura secondo la terapeuta Malchiodi

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INVIATA DA

Francesca Tasini, insegnante di scuola per l'infanzia, Pesaro

Nel libro scritto dalla terapeuta Cathy A.Malchiodi intitolato “Arterapia, l’arte che cura” la studiosa sottolinea come l’arte, ed il colore in particolare, dia la possibilità di esprimere al meglio le proprie emozioni. Essa dice: “Lavorando con gli esercizi di questo libro, vedrete che tendete a preferire certi colori, oppure noterete che l’uso del colore cambia nel corso del tempo. E’ vero che i colori sono spesso legati allo stato d’animo, ma non è facile attribuire un significato preciso al loro impiego….Osservando come usate il colore nel diario dei sentimenti, può darsi che scopriate significati del tutto personali nelle combinazioni cromatiche che avevate scelto.” Quindi l’arteterapeuta non dà un significato univoco ai colori, come fece invece Luscher, ma sottolinea come i colori esprimano le emozioni che hanno provato. In parole povere il vissuto di ognuno di noi influenza ed unisce in modo indissolubile un colore ad uno stato d’animo, che poi è conservato per tutta la vita. Quindi nessun substrato culturale e antropico, ma unicamente un vissuto del tutto personale, che ognuno di noi crea in base alle proprie esperienze. Negli esperimenti della Malchiodi, anche la malattia, con il suo carico d’emozioni e sensazioni negative, è ben rappresentata in una serie di disegni di bambini ammalati: una bambina cardiopatica era solita disegnare l’interno dei cuori di colore nero; una bimba che si scoprì in seguito essere affetta da un’ulcera duodenale, si rappresentava con la pancia nera. Il nero, soprattutto nella cultura occidentale, rappresenta la negatività e il dolore, la morte, la non conoscenza. Numerose sono inoltre le opere d’ arte che hanno analizzato ed elaborato il tema della malattia, interiore ed esteriore poiché un’ opera d’arte nasce dalla combinazione di ciò che l’artista percepisce dal mondo esterno e dall’interpretazione che egli dà agli stimoli percepiti. Quindi nell’ artista, come in ogni essere umano, gli effetti di patologie alterano l’elaborazione delle informazioni provenienti dall’esterno e le capacità percettive ed emotive prodotte da tale elaborazione: da ciò si può dedurre come questi problemi possono influire sull’ espressione pittorica, fino a entrare e a far parte integrante dell’opera stessa. In molte opere appaiono rappresentazioni prodotte da stati mentali alterati e patologie che sono identificabili sia nell’opera e sia nella descrizione sia l’autore né fa. Ogni artista quindi dipinge in base alla patologia che lo affligge: ne sono esempi eccellenti Edvard Munch, Van Gogh, Louis Wain e Frida Kahlo, che rappresentò spesso se stessa e la sua malattia.

NOTE GENERALI

1. vedi: Malchiodi Cathy A./ Arteterapia, l’ arte che cura / Giunti Editore spa 2009

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