Cos'è Prolixe
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Questa è una antologìa di eventi, aggiornata e aperta alla consultazione e all'approfondimento, di manifestazioni scelte di varia natura, svoltesi o in corso di svolgimento. Nell'antologìa sono pubblicate in modo discontinuo le ricerche che effettuiamo. I visitatori inoltre, se credono, possono a loro discrezione decidere di inviarci una ricerca di loro interesse qualora desiderino che venga pubblicata a loro nome. L'autore può essere una persona, un ente, un'associazione, una scuola ecc. Prolixe è consultabile liberamente e gratuitamente. Le foto presenti vengono scattate dai ricercatori del progetto, ci vengono inviate e vengono inserite a scopo illustrativo. Se ti interessa collabora con noi. Vedi il Progetto
La Moratoria per la Fine della Guerra in Vietnam (Moratorium to End the War in Vietnam o National Moratorium o Moratorium Day) è la denominazione che assunse la più importante manifestazione contro l’intervento militare degli Stati Uniti d’America nel Vietnam alla quale presero parte circa due milioni di persone di estrazione diversa svoltasi il 15 ottobre del 1969 e che coinvolse l’intero territorio americano. I ragazzi coinvolti cantavano l' "Inno dei Diritti Civili" di Bob Dylan. L'idea della Moratoria che letteralmente significa “periodo di rinvio volontario o coatto” venne annunciato dai responsabili in una conferenza stampa alla presenza e col sostegno di Adam Walinsky nella primavera del 1969. Responsabili morali e materiali dell’iniziativa fu il Comitato per la Moratoria sul Vietnam nel quale operava Sam Brown, uno studente che si era laureato presso l’Harvard Divinity School distintosi nell’organizzazione della campagna elettorale di Eugene McCarthy e, sulla base delle convinzioni espresse, da Jerome Gossman un produttore a cui sarebbe piaciuto organizzare una manifestazione simile ad uno sciopero generale programmato a base di discussioni aperte al pubblico. A sostegno di tale manifestazione nazionale vennero risorse economiche messe a disposizione da quella parte di società che rimase stupefatta ed arrabbiata quando si accorse che il Presidente Nixon si era rimangiato le promesse fatte durante la campagna elettorale riguardo alla sicura cessazione del conflitto in Vietnam. Quel giorno fu memorabile per il raduno storico ad esempio presso il ‘National Mall’ e al ‘Memorial Parks’ di Washington non molto lontano dalla Casa Bianca che raccolse miliaia di persone su una superficie di quasi 3 chilometri. Altrettanto spettacolare la manifestazione svoltasi presso Manhattan dove in occasione dei comizi la folla lasciò volare miliaia di palloncini neri ognuno dei quali recava un biglietto con il nome di un caduto in guerra. Dimostrazioni simili venivano contemporaneamente organizzate con la partecipazione di miliaia di persone, soprattutto studenti, anche presso Boston,Chicago,New York: "Lavoriamo per la Pace" recitavano i cartelli, altri "Finite questo pasticcio" e nel corteo non mancavano poliziotti in borghese abbastanza riconoscibili che seguivano con ansia l’evolversi della situazione. Una gigantesca,oceanica sfilata che per le sue modalità, per la sua impreparazione per la sua improvvisazione era riuscita per un solo motivo: la sincerità anche se i suoi effetti si fecero sentire solo se analizzati nel contesto delle manifestazioni che la seguirono.
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